BB Dolce Sonno: Bed and breakfast in costiera amalfitana in Campania a Napoli
Bed and breakfast in costiera amalfitana
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Dolce Sonno
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Bed and breakfast in costiera amalfitana
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La Biblioteca Nazionale, fondata da Carlo di Borbone col fondo farnesiano proveniente da Parma, fu aperta al pubblico nel 1804 da Ferdinando IV; nel 1922 vi furono annesse le altre biblioteche pubbliche napoletane (S. Giacomo, Brancacciana, ecc.). È la più importante biblioteca per la storia del Mezzogiorno e comprende oltre 1 milione e mezzo di volumi, 4500 incunaboli, ca. 13.000 manoscritti; eccezionale la raccolta di papiri ercolanesi e di manoscritti del sec. V. Sono inoltre da ricordare la dispersa Biblioteca Aragonese; la Biblioteca Oratoriana dei Gerolamini, aperta al pubblico nel 1585 (comprendente tra l'altro la collezione privata di letteratura antica, filosofia e storia appartenuta a Giuseppe Valletta); la Biblioteca del Conservatorio di S. Pietro a Maiella, fondata da S. Mattei nel 1791 (ca. 300.000 volumi e 17.000 manoscritti); la Biblioteca della Fondazione Benedetto Croce, costituita originariamente dalla biblioteca privata del filosofo (ca. 70.000 volumi); la Biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria, fondata nel 1875 (ca. 270.000 volumi); la Biblioteca Universitaria, che trae origine da quella fondata nel 1224 da Federico II per lo Studio napoletano, ricostituita nel 1615 e definitivamente destinata all'università nel 1816, dopo che le era stata annessa anche la biblioteca di Gioacchino Murat (ca. 800.000 volumi e 118 manoscritti); la Biblioteca di Storia dell'Arte “Bruno Molajoli”, inaugurata nel 1993, con l'annessa fototeca (ca. 50.000 volumi e 150.000 negativi). L'Archivio di Stato (denominazione assunta nel 1875) nella sua forma moderna fu istituito da Murat. Diviso in 5 sezioni principali (Diplomatica con atti a partire dagli Angioini; Politica, amministrativa e finanziaria; Giustizia, con atti a partire dagli Aragonesi; Guerra e Marina), ha subito nel corso della II guerra mondiale la distruzione dei suoi fondi più antichi e preziosi a opera delle truppe naziste.
In epoca romana esistevano due teatri (dove si esibì Nerone e Claudio fece rappresentare un suo testo). In seguito la vita teatrale napoletana fu quasi inesistente per oltre un millennio, sino all'avvento della dinastia aragonese che, dalla fine del sec. XV, applaudì feste e trionfi, ma anche elaborati spettacoli su testi del Sannazaro e le farse in dialetto di A. Caracciolo, mentre a corte e nei palazzi nobiliari attori dilettanti recitavano le commedie erudite di Della Porta e di altri autori. Nel 1575 si costituì la prima compagnia locale di comici dell'arte, che dal 1592 poté disporre di un teatro permanente, la Stanza della Commedia. A essa altre se ne aggiunsero nel sec. XVII, tra cui particolarmente importanti la Stanza di San Giovanni dei Fiorentini (1618) e quella di San Bartolomeo (1621). Vi agivano le compagnie dell'arte e vi si esibivano spesso attori provenienti dalla Spagna. Nel Settecento, il Fiorentini e il Nuovo (aperto nel 1723) ospitarono l'opera buffa, in piena fioritura, e l'opera seria trovò la sua sede ufficiale al San Carlo (inaugurato nel 1737 e ricostruito dopo un incendio nel 1816), anche se A. Scarlatti e Pergolesi venivano soprattutto rappresentati al San Bartolomeo. Nel 1770 iniziò la sua attività il nuovo San Carlino, destinato a essere, sino al 1884, la “casa di Pulcinella” e il più popolare teatro partenopeo. Nel secolo successivo acquistò importanza il San Carlo, grazie soprattutto all'impresario Barbaja (che scritturò Rossini e Donizetti), affiancato dal Teatro del Fondo (1779), poi Mercadante, per l'opera comica, e dal Nuovo per l'opera buffa in dialetto. Per la prosa il teatro più prestigioso fu il Fiorentini, che ebbe a lungo una compagnia stabile d'alto livello, mentre per il pubblico popolare c'erano il San Carlino con Pulcinella e, dal 1880, il San Ferdinando (inaugurato nel 1790) con i drammoni popolari della compagnia di Federico Stella. Queste le sale più importanti, ma il panorama della scena partenopea agli albori del Novecento deve essere completato da altri teatri di prosa (il Politeama e il Sannazaro), dagli innumerevoli teatrini di terzo ordine che ospitavano gruppi dialettali, operette, spettacoli di varietà, sceneggiate, e dai numerosi café-chantants, tra i quali prestigiosi l'Eden e il Salone Margherita. Molti di questi teatri andarono distrutti durante la II guerra mondiale. Alcuni sono stati ricostruiti (tra essi il San Ferdinando, fatto riedificare da Eduardo De Filippo nel 1954), ma la città non ha riacquistato il prestigio di un tempo. ? Attualmente l'attività musicale si svolge soprattutto intorno alle sedi del Teatro San Carlo e dell'Associazione Scarlatti.