BB Dolce Sonno: Bed and breakfast in Campania casa vacanze in Campania a Napoli
Bed and breakfast in Campania casa vacanze in Campania
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Dolce Sonno
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Sotto Carlo III di Borbone Napoli, tornata capitale autonoma, si arricchì di grandiosi edifici pubblici: l'albergo dei Poveri, del Fuga (dal 1751); la reggia di Capodimonte, di G. A. Medrano (dal 1738); il Foro Carolino (1757) del Vanvitelli. Nel 1738 fu fondata a Napoli dallo stesso re un'arazzeria che lavorò fino al 1798, realizzando alcune serie notevoli. La produzione fu esemplata dapprima su arazzi della fabbrica medicea (per esempio gli Elementi), poi su modelli francesi, come per la serie di Don Chisciotte (1758-79), composta di numerosissimi pezzi, destinata a Caserta e ora divisa tra il Quirinale e il Museo di Capodimonte. Nella Storia di Psiche (1783-86) la composizione risente già del gusto neoclassico. In pittura, dopo un debole avvio manieristico, i modelli di Caravaggio (a Napoli nel 1607 e nel 1609) e dei bolognesi (Reni, Domenichino e Lanfranco nella cappella di S. Gennaro in duomo e alla certosa di S. Martino) furono le premesse della fiorente scuola pittorica napoletana, destinata ad avere una lunga e feconda stagione. Per quel che riguarda la scultura, dopo un lungo periodo di dipendenza dal manierismo fiorentino (Pietro Bernini, il Naccherino) si affermò l'eclettismo di Cosimo Fanzago. Molto più tardo (1749-66) è il celebre complesso della decorazione scultorea della cappella Sansevero, cui collaborarono F. Queirolo, G. Sammartino, P. Persico, F. Celebrano, A. Corradini. In questo clima rococò si colloca la nota produzione delle ceramiche e delle porcellane di Capodimonte. A tale proposito va ricordato che Napoli fu un importante centro ceramico attivo fin dal sec. XIII. Notevoli furono le manifatture di maioliche fiorite nel Seicento (di P. Brandi) e nel Settecento (dei Carpaccio, dei Nigritta). Tipiche della produzione le mattonelle smaltate per decorazione pavimentale, i cui temi esornativi sono ispirati alle nature morte della tradizione pittorica napoletana (chiostro di S. Chiara). Caratteristica del Settecento napoletano è anche la produzione delle statuine da presepe. Con la Restaurazione sorsero a Napoli notevoli architetture neoclassiche (S. Francesco di Paola, di P. Bianchi, 1817-46; Teatro San Carlo, 1816, e la villa Floridiana, 1817-19, di A. Niccolini), ma un nuovo periodo di intensa attività edilizia, sia pure in forme eclettiche, si ebbe solo dopo il colera del 1884. A Napoli si registrarono inoltre, agli inizi del secolo XX, interessanti episodi liberty (Galleria Umberto I, di E. Rocco; albergo S. Lucia, di L. Comencini), soprattutto per opera di artisti settentrionali.
Il Museo Archeologico Nazionale, fondato dai Borbone nel 1822, è tra i più ricchi d'Europa e raccoglie sia i materiali delle antiche collezioni Borgia e Farnese, sia i reperti di duecento anni di scavi a Pompei ed Ercolano. Oltre a celebri sculture greco-romane (Eracle e Toro Farnese, stele Borgia, i Tirannicidi, rilievo di Orfeo, ecc.) e alla ricca collezione di vasi greci e italioti, spiccano per importanza le statue e i busti di bronzo della Villa dei Papiri di Ercolano e la serie di pitture e mosaici delle città vesuviane (Pompei, Ercolano, Stabia), tra cui il grande mosaico policromo con La battaglia di Alessandro, dalla casa del Fauno a Pompei. La Galleria Nazionale comprende un gruppo di dipinti del Tre-Quattrocento, non ricchissimo ma di qualità eccezionale, formato in prevalenza da acquisizioni ottocentesche (le requisizioni napoleoniche, l'acquisto del Museo Borgia di Velletri, ecc.) o recenti. Vi sono rappresentati tra altri Simone Martini, Masaccio e Botticelli. Eccezionale è il complesso dei dipinti del Cinquecento, soprattutto per quanto riguarda le scuole veneta ed emiliana e i manieristi.