Dolce Sonno
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Solo nel 1972 veniva approvato lo strumento urbanistico generale, preceduto da due varianti relative alla grande viabilità e alla localizzazione di un centro direzionale nella zona di Poggioreale, mediante la riconversione di aree industriali dismesse. La pratica attuazione di questi orientamenti doveva ricevere impulso da eventi calamitosi quali quelli dei terremoti del novembre 1980 e del febbraio 1981, che, facendo precipitare la già esistente situazione di degrado del patrimonio architettonico nel centro storico, dettero l'avvio a un processo di ristrutturazione sostenuto da ingenti risorse pubbliche. Pur interpretato, ancora una volta, in senso più edilizio che urbanistico, tale processo ha accelerato la tendenza al decentramento, soprattutto verso i quartieri e i comuni della “cintura” occidentale e settentrionale (Pianura e Piscinola-Secondigliano; Quarto e Marano). Sono poi nelle previsioni o in fase di realizzazione altri progetti, specie infrastrutturali: il citato centro direzionale di Poggioreale, la metropolitana collinare, le aree di parcheggio, la valorizzazione delle preesistenze ambientali. Nel 1995 l’UNESCO ha inserito il centro storico di Napoli nell’elenco dei monumenti da salvare. All’indomani delle elezioni amministrative del dicembre 1993, il neoeletto sindaco A. Bassolino e la sua giunta si sono impegnati a fondo per tradurre in realtà le promesse fatte durante la campagna elettorale anche in materia di urbanistica. È stata scelta la strada dell’approvazione di una serie di varianti al piano regolatore della città, di volta in volta definite sulla base delle esigenze ritenute più impellenti. I primi obiettivi individuati sono stati la cosiddetta variante di salvaguardia, il progetto Bagnoli (variante per la zona occidentale), la proposta di variante per la zona orientale e la proposta di variante per il centro storico. I diversi progetti sono stati inquadrati in un testo di riferimento generale, cui è stato dato il nome di Indirizzi per la pianificazione urbanistica, che di fatto costituisce la sintesi della filosofia urbanistica scelta dall’amministrazione municipale della città partenopea e che ha ottenuto il parere favorevole della giunta e del consiglio comunale nel 1994. Nel frattempo l’organizzazione a Napoli di un evento di grande rilevanza politica internazionale, quale è stato il vertice dei Sette Grandi (luglio 1994), ha portato alla realizzazione di una prima serie di interventi, mirati a una riqualificazione di alcune delle aree più significative del centro storico (valga per tutti l’esempio della Piazza del Plebiscito, restaurata, pedonalizzata e di fatto restituita alla fruizione degli abitanti e dei visitatori di Napoli). Per quanto riguarda il complesso delle varianti, il progetto più importante è quello che interessa l’ex area industriale di Bagnoli, dove l’Italsider aveva creato un grande polo siderurgico che chiuse definitivamente la sua attività nel 1993. La variante per Bagnoli è stata approvata in via definitiva nel 1996 (gennaio): essa interessa complessivamente un’area di 1300 ha – da Fuorigrotta ad Agnano –, nella quale vivono circa 55.000 persone. Lo scopo principale del progetto è quello di recuperare la valenza ambientale e naturalistica dell’ex area industriale (gli impianti si svilupparono in una piana che si affaccia sul golfo di Pozzuoli, sotto la collina di Posillipo e di fronte all’isola di Nisida), garantendone la tutela e la salvaguardia. Si tratta, in totale, di circa 330 ettari che verranno per la maggior parte destinati a verde pubblico e privato, dando vita al grande parco del settore orientale della città. Alla base del progetto c’è l’intenzione di recuperare il rapporto con il mare, liberando la spiaggia dalle molte costruzioni che la occupano, ed è in questa prospettiva che è stata approvata la costruzione di strutture per attività turistiche e di un approdo per 700 posti barca, nonché la riapertura dell’istmo artificiale che collega Nisida alla terraferma. Il più grande dei pontili industriali esistenti non verrà abbattuto e diventerà una passeggiata a mare. Una parte dell’area di Bagnoli è stata inoltre riservata alla creazione di una Città della Scienza, la cui prima sezione è stata inaugurata nell’ottobre 1996. A conferma dell’intenzione di recuperare Bagnoli come parte viva del tessuto urbanistico della città sta infine la decisione di organizzare nell’ex area industriale un grande raduno musicale (una sorta di Woodstock all’ombra del Vesuvio), che si è svolto per la prima volta nel 1997.
BB Dolce Sonno - Vacanze a Napoli
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