Magari. L’attuale stagione del capitalismo speculativo e finanziario vive con malessere l’intelligenza collettiva. Poveri e ignoranti. Gli immobili confiscati, infatti, possono essere sanati solo nei casi consentiti dalla legge, ma spetta all’ente assegnatario l’obbligo di ripristinare lo stato dei luoghi. Torna prepotentemente d’attualit il tema pi generale di come gestire la massa immobiliare sequestrata. Qualche anno fa, ho rilanciato una proposta di gestione professionale dell’intero patrimonio immobiliare attraverso una specifica entit pubblica (ambito Mef Cdp) che garantirebbe rendimenti e utilizzi senz’altro migliori di quelli attuali..

Le patient a ensuite été perdu de vue pendant un an et demi et ne s’est présenté en consultation qu’en octobre2002 en raison de douleurs intenses de l’OG. l’examen, il existait une rubéose irienne associée à une hypertonie majeure à 40mm de mercure. L’échographie en mode B montrait une masse hypoéchogène comblant quasiment la totalité du segment postérieur.

Una campagna di sensibilizzazione permanente sulle donne che ormai parte da ottobre in vista del 25 novembre, allungando la data fino a dicembre, riprende a gennaio in vista delOne Billion Rising(14 febbraio) e culmina nell’8 marzo (che non è più solo la triste mimosa) per proseguire su questa scia fino all’estate. Un salto di qualità per un Paese dove, secondo il rapporto delWorld Economic Forum, ci vogliono ancora 81 anni per raggiungere una certa equità tra uomini e donne (l’Italia è al 69 posto nel Gender Gap) e in cui la discriminazione delle donne nel lavoro, a casa, in famiglia, nelle aziende e in tutti i luoghi pubblici e privati è ancora molto forte e sostenuta da una cultura lontana dall’abbattere definitivamente quegli stereotipi che sono alla base stessa della violenza maschile sulle donne.Ma una sensibilizzazione così massiccia, che in pochi anni ha cambiato molte carte in tavola, quali risultati ha avuto e quali sono state le risposte concrete da parte delle istituzioni?In un recente report di We World Intervita,presentato alla camera una settimana fa dal titolo shocking e altre questione del genere può leggere che se da una parte è certo un aumento notevole della sensibilizzazione sull’argomento violenza maschile sulle donne triplicata in soli 5 anni (2009/2013) con un + 34% tra ’12 e il ’13 dall’altra sono 65 i milioni di euro che le aziende spendono ogni mese per proporre a un enorme pubblico campagne pubblicitarie legate a un’immagine femminile oggettivizzata e stereotipata che va dalle donne decorative, a quelle manichino fino alle pre orgasmiche: categorie che in ambito maschile vengono sostituite da professionisti di successo o sportivi. Se Boldrini ha fatto notare l’importanza del cambiamento culturalea tutti i livelli e come le stesse aziende, che qui promuovono le donne “grechine”, altrove lanciano altri tipi di campagne proprio perché non hanno gli stessi agganci culturali, Fedeli ha valutato come necessari a un vero contrasto alla violenza la rappresentanza istituzionale delle donne, il dialogo tra istituzioni e società civile, una strategia di un quadro nazionale per l’implementazione della Convenzione di Istanbul, l’importanza della trasformazione della cultura attraverso scuola e media, una “commissione bicamerale” che relazioni a scadenza annuale i lavori e l’efficacia delle azioni istituzionali per contrastare la violenza sulle donne, “un osservatorio di genere presso la presidenza del consiglio che valuti “ex ante” le politiche che si scelgono”, e infine una riflessione sulle stesse aziende italiane che possono scegliere di fare “campagne per una pubblicità sostenibile sul ruolo delle donne nella società”.Ma allora che cosa è che non funziona?Le italiane da parte delle istituzioni, oltre all’impegno costante di alcune rappresentanti, hanno avuto due risposte concrete sul tema della violenza: la prima è stata l’importante ratifica della Convenzione di Istanbul, la seconda le norme per il contrasto alla violenza sulle donne contenute nel pacchetto sicurezza poi diventata legge.

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